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Il Premio Zavattini continua la sua missione per promuovere la riutilizzazione creativa del materiale d’archivio mettendolo a disposizione dei giovani. Giunta alla terza edizione, l’iniziativa è sempre promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Aamod), sostenuta dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni.

Attraverso un bando pubblico, al Premio Zavattini possono concorrere giovani filmmaker (professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, ed età compresa tra i 18 e i 35 anni) che vogliano esplorare e utilizzare liberamente l’immenso patrimonio degli archivi dell’Aamod e di Istituto Luce Cinecittà con l’intento di selezionare immagini da inserire in un corto documentario della durata massima di 15 minuti, che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale d’archivio a patto di non montare le immagini con modalità illustrativa. “La missione degli archivi non è più solo quella della conservazione, ma deve essere sempre di più la possibilità di essere messi a disposizione, con giudizio, soprattutto dei giovani – ha spiegato, intervenendo, Roberto Cicutto, presidente e ad Luce Cinecittà – In questo modo le immagini di repertorio non sono più didascaliche ma diventano protagoniste, perché gli archivi hanno anche questa grande capacità di insegnare, divulgare, e far apprendere con leggerezza”.

Dello stesso avviso, Vincenzo Vita, presidente Aamod per il quale “gli archivi sono una memoria vivente e il riutilizzo del materiale non è semplicemente un gioco sintattico ma uno strumento che se ben utilizzato permette di capire il presente e immaginare il futuro: azioni impossibili se non si è in grado di rivedere il passato”. Inoltre, per il Premio Zavattini l’Aamod nutre grandi ambizioni: costruire una filiera che consenta l’utilizzo dei materiali di tutti gli archivi. Il bando scade il 22 giugno. Fra i progetti pervenuti, una giuria composta da importanti personalità del cinema italiano sceglierà dieci finalisti, i cui autori, novità dell’edizione 2018, avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo guidato da professionisti dei mestieri del cinema.

Al termine, la stessa giuria selezionerà tre progetti fra i finalisti che, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (in produzione e post-produzione), e la somma di 2mila euro per ciascun progetto realizzato. Il percorso formativo e di sviluppo, che si terrà fra luglio e gennaio 2019, prevede 124 ore di lezioni frontali e laboratoriali, 36 ore di tutoring individuale (18 in presenza e 18 a distanza), 4 ore di tutoring collettivo, la realizzazione di un dossier di sviluppo e di un teaser per ciascun progetto finalista. La fase realizzativa dei progetti vincitori è prevista fra gennaio e giugno 2019. Diretto da Antonio Medici, il Premio si avvale di un Comitato di Garanti, presieduto da Arturo Zavattini, uno dei figli dello sceneggiatore.

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